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Edizione 1997 – L’Isola di Merlino

Informazioni generali

Spettatori: 7.000
Insegnanti: 180 insegnanti coinvolti al corso di aggiornamento
Città coinvolte: Cesano Boscone, Cologno Monzese, Como, Lecco, Milano, Pavia, Varese e Vimercate

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Trama

Due naufraghi – Scapino e Pierrot – sbarcano nell’isola misteriosa rimangono molto stupiti dal constatare che tutto va in maniera esattamente opposta rispetto a quello che succede a casa loro a Parigi. Vengono subito accolti con una bella mensa imbandita di tante leccornie e, poiché si sentono soli, ricevono la visita di due deliziose fanciulle, Argentina e Diamantina, che si dichiarano pronte a sposarli. Rimangono ancora più stupiti quando scoprono che in quell’isola la ricchezza abbonda, ma non è considerata una virtù, anzi, è quasi una cosa da vergognarsi, per questa ragione i quattrini sono a disposizione di tutti. Continuando la loro esplorazione dell’isola incontrano l’avvocato Buoncore che gli fa sapere che sull’isola i suoi clienti non pagano le cause e che queste finiscono sempre senza mai litigare. Con tutto quel da fare Scapino e Pierrot pensano che sicuramente le povere mogli degli abitanti dell’isola sono molto trascurate, in verità Buoncore gli fa sapere che la parola infedeltà e sconosciuta sull’isola poiché le mogli vengono sempre prima di ogni cosa. Lasciato l’avvocato, i due ragazzi incontrano Dottorina e rimangono molto stupiti dal sapere che la bella ragazza in realtà è una dottoressa ( cosa impossibile all’epoca di Gluck) e che per diventare dottoressa la giovane ha solamente osservato la natura. Increduli, mettono subito alla prova Dottorina e fingono di sentirsi male, ma lei non si sbaglia con due carezze guarisce i nostri eroi. Per ultimo incontrano un filosofo buffone, i due naufraghi non credono ai loro occhi, abituati a vedere i filosofi come persone ombrose e severe che girano per Parigi.

Finalmente ritrovano Argentina e Diamantina, sconsolate perché stanno per giunger, non desiderati, i loro due pretendenti Brutus e Cattivus. Per risolvere la questione si decide di giocersi le ragazze a dadi ma i nostri due protagonisti perdono! A questo punto compare il Mago Merlino colui che raddrizza i torti subiti e ad ognuno rende il sorriso. Forse qualcuno ha barato con i dadi ma quel che più conta è che una scelta così importante non va affidata alla dea bendata; Merlino affida dunque la scelta alle ragazze. Il lieto fine è d’obbligo. Argentina e Diamantina sposeranno i nostri amici e tutto si concluderà in una gran festa.

Personaggi

Scapino e Pierrot
Buoncore
Dottorina
Brutus
Cattivus
Mago Merlino

Note di Regia

Immaginiamo un teatrino nei sobborghi di Parigi, due secoli e mezzo fa. La gente corre a vedere e sentire la celebre compagnia di attori e cantanti che mette in scena una storia spiritosa ma con una seria morale. Lo spettacolo si intitola L’Isola di Merlino. Gli attori recitano e inseriscono tra una scena e l’altra tante famose canzoni popolari, questo tipo di spettacolo tipico della fine dell’Ottocento si chiama vaudeville. Questo genere di spettacolo era talmente bello e divertente che anche nelle residenze dei nobili si venne a sapere del successo dei vaudeville parigini, tanto che gli aristocratici vorrebbero vederli nei loro saloni. Per l’onomastico dell’Imperatore d’Austria Francesco I, il 3 ottobre 1758, viene chiamata al castello imperiale di Vienna la compagnia parigina che aveva allestito L’isola di Merlino. La storia rimane uguale e le canzoni vengono in parte conservate. Al celebre compositore Cristoph Willibald Gluck gli organizzatori chiedono di scrivere dei brani musicali da aggiungere alla rappresentazione. Il successo è memorabile. Dopo di allora l’opera di Gluck è finita dimenticata negli archivi e in Italia non è mai stata rappresentata.
Sono passati due secoli e mezzo, i saloni degli imperatori sono diventati musei e gli spettacoli si guardano in teatro. L’opera di Gluck viene ripresentata quest’anno nella versione del 1758 ma tradotta in italiano e con qualche accorgimento. Delle canzoni popolari di un tempo ne sono rimaste tre (Minuetto, Gli spiriti della Fortuna e Marcia di Merlino), a cantare questi brani però saranno i nostri spettatori, aiutati dai loro insegnanti. A loro anche la gioia di unirsi ai cantanti nella festosa pagina che chiude l’opera.

Notizie storiche

La storia della nascita dell’opera comica “L’Ile de Merlin ou Le Monde renversé” si può far risalire fino al 1718. All’epoca venne rappresentata alla fiera annuale di Saint Laurent un brano dal titolo “Le Monde renversé”, che traeva origine da Le Sage e d’Orneval ed il cui argomento risale a La Fontaine. La musica fu scritta da Jean Gilliers. Esso venne ripetuto con questa struttura alla fiera di Saint Germain nel 1725 e nel 1731. Nel 1753 se ne diede nello stesso luogo una ulteriore rappresentazione di Anseaume con variazioni al testo.
Della popolarità del brano è testimonianza il fatto che sorse presto una traduzione in prosa in lingua tedesca, comprovata da quanto segue:
“Questa Pièce calcò le scene per la prima volta nel 1718, alla fiera di St. Laurentii, con molta Approbation (approvazione). Con il tempo una mano molto dotata si è onorata di farne la traduzione tedesca. Poiché però, malgrado tutti gli sforzi fatti, non si poteva padroneggiare questo capolavoro, che inoltre è in gran parte redatto in un linguaggio sciolto, il traduttore dell’attuale commedia musicale ha solo dovuto ricalcare, mutatis mutandis, il Signor Le Sage, traendone dall’Originale ben riuscito una brutta copia”.
Questo libretto deve essere arrivato in Germania antecedentemente al 1728, perché già nello stesso anno J.P. Praetorius ne presentava una nuova versione del testo, legata nei versi ed in rima, che venne rappresentata ad Amburgo.(…)
La musica per questa opera comica era di Georg Philipp Telemann, che vi scrisse inoltre nuove arie e cori.
Il nuovo aspetto che Anseaume ha conferito al brano a Parigi nel 1753, ha costituito chiaramente il motivo per cui a Vienna si prestasse attenzione al piacevolissimo materiale. Forse la scelta è venuta dallo stesso Conte Durazzo, forse il brano gli è stato commissionato anche tramite A. Favart, cui è possibile si debbano anche alcune modifiche e la struttura del titolo “L’Ile de Merlin ou Le Monde renversé”.
Gluck ha composto al riguardo 24 nuovi numeri musicali in totale. In questa forma l’opera venne tenuta per la prima volta a Schonbrunn il 3 ottobre 1758 per il preludio della cerimonia in occasione dell’onomastico dell’Imperatore Francesco I. Favart, che si era messo ad una partitura cantata dell’opera, giudica molto positivamente la composizione; il 14 gennaio 1760 egli scrive a Durazzo: “Mi sembra che il Signor Cavalier Gluck domini pienamente questo genere di composizione. Ho studiato due delle opere comiche, “Cythère assiégée” e “L’Ile de Merlin” e le ho fatte rappresentare: non lasciano nulla a desiderare relativamente all’espressione, allo stile, alla stesura complessiva e perfino relativamente all’accentazione francese delle parole. Sarei compiaciuto se il Signor Gluck dedicasse il suo talento alle mie opere”. (…)
La configurazione musicale dell’opera di Gluck ricorre anzitutto nelle “Airs” ai “Timbres” della commedia vaudeville. Ne “L’Ile de Merlin” risuonano complessivamente 87 melodie, di cui due nel libretto originale non sono menzionate. Non si trova in nessun punto un libero dialogo parlato in prosa. Delle 85 melodie citate, alcune sono rappresentate più volte, 2 tre volte, 8 due volte, cosicché risultano in tutto 73 timbri diversi, di cui 51 sono verificabili. Per le caratteristiche musicali si faccia riferimento alla rappresentazione di Ludmilla Holzer.
Trattasi di melodie Blaise, Lalande, Gilliers, Philidor, ed anche di saggi popolari, romanze, minuetti e forme di controdanza. La loro struttura in due e tre parti, la loro melodica prettamente tonale con la sovente ripetizione tipica dei toni, la loro melodica “Uscita dalla Quinte” confermano la radice popolare ed inoltre il loro impatto danzante.
Senza dubbio è presente “il bene del canto cittadino”, che solo di rado mostra la forza della creativa canzone popolare dei tempi passati. Forse abbellimenti e formazioni melismatiche o accentuatamente cantabili risalgono ad influenze dell’opera, tali che si può essere in presenza di una creazione di canzoni “in fase discendente”, aperta alle diverse influenze.
La partecipazione di Gluck con la propria composizione è significativa. Su 24 numeri musicali, 22 sono stati progettati come vocali e 2 come strumentali. L’aria della Diamantina (n.19) si distingue per aver preso a prestito da opere precedenti, risalendo al quartetto di chiusura da “Le Cinesi”. La sinfonia introduttiva, che appare come introduzione al dramma musicale “Iphigénie en Tauride”, ha trovato applicazione venendo assunta in un’opera posteriore. Le singole “Airs nouveaux” sono ripartite sugli 11 personaggi che cantano. Risultano le seguenti posizioni vocali: 3 soprani, 5 tenori, 3 bassi. L’estensione vocale è modesta, la più ampia nella parte della Diamantina, la più modesta in quella diMerlino. (…)
Per riassumere, si può dire che l’opera comique “L’Ile de Merlin”, dal punto di vista sia del materiale che della musica, presenta una pienezza di procedimenti contrastanti, pur riunendoli in una unità spirituale. La mosaicità, che così vivacemente, coloritamente ed improvvisamente fa frequenti comparse, viene superata da Gluck a favore di una dinamicità ed organicità musicale. In queste opere comiche si rispecchia maggiore eterogeneità di avvenimenti, sia premesse storiche che impostazione pregne di futuro: Molteplicità articolata nel mantenimento dell’unità è loro peculiarità. Su questa problematica ricca di tensione si basa il perdurare del loro valore.

Dr. Gunter Hausswald