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Edizione 2010 – Lupus in fabula

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Trama

Un lupo viaggiatore ritorna nella sua città dopo aver girato il mondo. Era partito con l’intento di capire se nel mondo ci fossero del luoghi in cui i bambini non hanno paura dei lupi. Al ritorno però viene accolto come al solito, e cioè a suon di colpi di fucile.
Interviene la luna crescente che, vedendo il lupo malinconico, gli chiede il motivo della sua tristezza. Il lupo le manifesta il desiderio di poter dimostrare a tutti di essere buono e di poter raccontare la sua storia ad una bimba. La luna è dapprima scettica ma poi, anche grazie all’invocazione della platea, concede al lupo un’opportunità: i signori Verdiç cercano una tata per quella stessa sera e consiglia al lupo di travestirsi e di bussare alla loro porta. Gli raccomanda tuttavia di fare in fretta perché lei, in poche ore, diventerà piena. E i lupi con la luna piena non sanno far altro che ululare.
Il lupo si presenta a casa dei signori Verdiç travestito da signora Ausilia per far da tata alla bimba.
La bimba è molto contenta della nuova tata stravagante e affascinata, ascolta la storia che Ausilia le racconta.
Ausilia racconta di un lupo viaggiatore che un giorno conosce la civiltà dei Taburi, fatta di adulti e bambini che non hanno paura del lupo. La bimba si stupisce del fatto che queste persone non abbiano paura del lupo e chiede di cosa possano mai avere paura i Taburi. Sarà la stessa donna Taburi a prendere la parola e a spiegare che tutti i bambini sono terrorizzati dalle storie sui Sakili. La donna Taburi spiega che nessuno ha mai visto un Sakili ma che è stato ugualmente necessario costruire un muro per difendersi.
Ausilia continua la sua narrazione raccontando alla bimba di come il lupo viaggiatore abbia deciso di andare a trovare i temuti Sakili. Anche loro non hanno paura del lupo ma la bimba non ne è più stupita. La bimba, appurato che i Sakili non sono cattivi come sembravano, chiede di cosa allora abbiano paura. Prende la parola l’uomo Sakili spiegando che essi sono terrorizzati dai Taburi. L’uomo Sakili descrive i temutissimi Taburi. Anche lui ammette di non aver mai visto una Taburi ma anche loro hanno deciso di costruire un muro. L’uomo Sakili collabora alla costruzione del muro. La bimba osserva perplessa e sembra aver intuito qualcosa…
La luna crescente sta per diventare piena e chiede alla platea di avvisare il lupo prima che il suo travestimento non regga più e prima che il suo ululato diventi sempre più forte. Il lupo, richiamato dalla platea, cerca di fare in fretta.
Ausilia racconta di come quel lupo, in una notte di luna piena, abbia deciso di prendere con sé due bimbi delle due civiltà. Proprio in questo momento la luna sul palco diventa piena e il lupo comincia ad ululare. La bimba si spaventa e il lupo non riesce a tranquillizzarla. Anzi, i suoi sforzi non fanno altro che aumentare la paura della bimba. Arriva anche il signor Verdiç con un fucile in braccio e spara al lupo.
La luna interviene perentoria e chiede a tutti un po’ di pazienza visto che ogni storia merita sempre un finale. Anche la bimba, ripresasi dallo spavento convince il padre a temporeggiare.
Ci pensano la donna Taburi e l’uomo Sakili a raccontare la fine della storia. I due bimbi presi dal lupo durante la notte di luna piena poterono appurare che non c’era alcun motivo di aver paura l’uno dell’altro. Quella notte, conoscendosi, capirono che erano diversi, ma che non erano cattivi. Quei due bimbi raccontarono tutto ai genitori che, fidandosi dei loro figli, decisero di abbattere il muro. La donna Taburi e l’uomo Sakili non sono altro che quei due bambini ormai cresciuti.  Insieme abbattono il muro e raccontano di come da quel giorno le cose siano cambiate grazie all’intervento del lupo.
Nel finale la bambina chiede e ottiene dal padre che il lupo, ormai spoglio del travestimento di Ausilia, possa diventare la sua tata a tempo pieno.

Personaggi

Il lupo, viaggiatore e amante dell’avventura e della conoscenza. E’ un lupo buono che ha l’aspirazione di riuscire un giorno ad essere libero di fare ciò che più gli piace: raccontare le favole ai bambini e dimostrare di non essere malvagio. Nel corso dell’opera si travestirà nei panni della signora Ausilia che accudirà una bambina in una notte di luna crescente.

La bimba, figlia dei signori Verdiç e grande appassionata di racconti strani e divertenti. E’ il personaggio che più evolve nell’opera, riuscendo a ripercorrere il viaggio del lupo e a coglierne gli aspetti più significativi. Avrà un momento di cedimento quando il lupo perderà il travestimento ma sarà lei a convincere il padre a non sparare per dare al lupo l’opportunità di rivelare la fine del racconto.

La luna, personaggio fedele al lupo che lo ha sempre seguito durante i suoi viaggi senza tuttavia mai rivelarsi. La luna, dapprima crescente diventerà in corso d’opera piena, smascherando il travestimento del lupo ma prendendone subito le difese, da buona e fedele compagna.

Il signor Verdiç, padre della bambina e cacciatore. E’ il più diffidente di tutti e fatica ad accettare la signora Ausilia come balia per la sua bambina. Imbraccerà il fucile non appena scoprirà il travestimento senza aspettare la fine della storia. Ma alla fine supererà la sua diffidenza verso il lupo.

La donna Taburi e l’uomo Sakili, personaggi della favola del lupo. Entrambi fanno parte di due civiltà immaginarie che non si conoscono ma che si temono e che per questo costruiscono un muro difensivo che li protegga. Manifesteno tutta la loro reciproca ostilità descrivendo e dando vita all’immagine, errata, che ognuno ha dell’altro.

Altri personaggi non cantanti:

La signora Verdiç che accompagna il marito nelle sue scene.
I tre cacciatori (tra cui il signor Verdiç), che partecipano alla caccia al lupo iniziale.

Progetto Musicale

Un’opera musicale che si pone l’obiettivo di essere fruita e compresa da un pubblico  tra i 6 e i 14 anni; deve senz’altro far riferimento il più possibile all’universo musicale dei bambini e dei ragazzi che, al giorno d’oggi, è estremamente variegato. Da qui la scelta di impostare il presente lavoro come un viaggio attraverso mondi musicali diversi tra loro, alcuni molto riconoscibili dai ragazzi, altri probabilmente sconosciuti, ma non per questo meno affascinanti.
Se l’eterogeneità stilistica garantisce un interesse e un coinvolgimento maggiore da parte del pubblico, d’altro canto può contribuire a sgretolare l’unità dell’opera stessa dal punto di vista del controllo dei materiali e delle forme, col rischio di trasformare l’opera in un semplice assemblaggio di musiche che poco hanno da spartire.

Per arginare questo problema, si è scelto di adottare un materiale musicale di base a carattere unificante, che fosse il più possibile comune a culture diverse: il pentatonismo.

La scala pentatonica, così come la cellula intervallare che ne costituisce il nucleo fondante (combinazione di tono e terza minore) è presente già dall’introduzione del pianoforte, e prosegue costantemente nel prologo, che si esprime tra arabeschi debussyani e movenze jazz, nella modalità “russa” della scena di caccia, nella stessa vocalità del lupo (specialmente nell’“ululato-blues”), nell’introduzione alla scena lunare di stampo “spettrale”, come nei racconti che riguardano Sakili e Taburi, popoli lontani la cui musica ricorda quella dell’estremo oriente nel primo caso, la poliritmia africana nel secondo.
Unica eccezione al pentatonismo: la luna, che da vero personaggio “extra-terrestre” esprime la propria natura “divina” e provvidenziale grazie all’intervallo di quinta vuota sovrapposto, che contribuisce a dare il senso della “sospensione” armonica, equivalente nel nostro caso alla sospensione per mancanza di attrazione gravitazionale.

La platea di bambini e ragazzi ha un ruolo attivo all’interno dell’opera grazie ai quattro interventi corali. Si tratta di punti nevralgici per lo svolgimento della vicenda: è il coro infatti che convince la luna ad aiutare il lupo, tranquillizza la bimba sul piccolo “difetto di pronuncia” della tata Ausilia, sollecita il lupo ad affrettarsi nel suo racconto, partecipa al gran finale. Per quanto riguarda la scrittura corale, rigorosamente all’unisono, si è scelta una vocalità semplice a carattere di filastrocca, con un materiale modale che varia a seconda del contesto e risente sempre dei materiali musicali di volta in volta presentati nel corso della storia.

Se uno dei messaggi più forti che scaturiscono da Lupus in Fabula è il superamento dei pregiudizi come valore che garantisce l’integrazione e la tolleranza, il progetto musicale cerca di sottolineare questo messaggio attraverso l’integrazione musicale dell’”ululato” del lupo con l’armonia di stampo tradizionale (venata di modalità russa) che regna invece nel mondo in cui si svolge la vicenda.
La vocalità del lupo, caratterizzata dai vocalizzi blues sulla vocale meno cara alla tradizione “colta” europea, viene infatti adottata in primis dalla platea, per poi diventare parte integrante della vicenda musicale fino alla cadenza che chiude il canone finale, dove tutti i personaggi (incluso il pubblico) si lasciano andare ad un liberatorio girotondo musicale.

Raffaele Sargenti